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Salute della donna: più informazione e prevenzione

Test tempestivi per identificare infezioni spesso asintomatiche. Questo il messaggio formulato dall'Amcli, l’Associazione dei Microbiologi Clinici Italiani, in occasione dell’8 marzo "Festa della donna". Si perchè alcune patologie infettive posso portare a tumori, infertilità e danni al prodotto del concepimento. Molte di queste infezioni possono essere evitate o curate efficacemente.

Le patologie infettive a trasmissione sessuale (Infezioni Sessualmente Trasmesse) sono un gruppo di malattie infettive, diverse tra loro dal punto di vista clinico, molto diffuse e ogni anno, colpiscono milioni di individui, soprattutto donne. Sono causate da virus, batteri, parassiti e sono causa di patologie degli organi genitali e/o delle vie urinarie. Tra le infezioni genitourinarie spiccano per importanza quelle di origine virale sostenute dai Papillomavirus (HPV), i cui genotipi ad alto rischio sono i principali responsabili del cervicocarcinoma, tumore causato dalla persistenza di HPV nella cervice uterina.

«Il cancro della cervice uterina continua a essere una delle maggiori cause di morte delle donne nel mondo - sottolinea Cristina Giraldi, Segretario Nazionale AMCLI e Direttore dell'Unità Operativa di Microbiologia e Virologia, Azienda Ospedaliera Annunziata di Cosenza - è infatti il secondo cancro a più alta incidenza, dopo il carcinoma mammario. Nei paesi in via di sviluppo, dove non si applicano sistemi di prevenzione, questo tumore è la prima causa di morte nelle donne. Al contrario nei paesi in cui le donne sono “educate” ad aderire a programmi di prevenzione mediante screening, si è rilevata una diminuzione della mortalità per cancro della cervice pari al 60-80%. In Italia, oggi, viene stimata una bassa incidenza del cancro della cervice, 7 casi ogni 100.000 donne/anno».

Sull'argomento è intervenuto anche il dottor Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI e direttore dell'Unità Operativa di Microbiologia dell'Azienda Socio Sanitaria Territoriale Ovest milanese. «In associazione dei test screeningnei laboratori di Microbiologia dell’AMCLI sono eseguiti anche altri test molecolari che permettono un’ampia caratterizzazione del genotipo virale per una più appropriata e precisa diagnosi di infezione e malattia da HPV. È importante sottolineare che nella maggior parte dei casi, gli HPV ad alto rischio infettano in modo asintomatico o pauci-sintomatico il tratto genitale. Queste lesioni regrediscono spontaneamente nel 70-90% dei casi in 1/2 anni, e solo in una piccola percentuale rimangono stabili, aumentando di dimensioni e/o numero oppure si trasformano molto lentamente in cancro. La progressione è comunque l’evenienza più rara, mentre prevalgono la regressione o, meno frequentemente, la persistenza».

Oltre ai programmi di prevenzione primaria, attuati ormai in tutte le regioni italiane, nel tempo si cominceranno a valutare anche gli effetti protettivi della vaccinazione nei confronti di HPV.«L’Italia, come altri paesi ad elevato reddito - spiega il dottor Clerici -, ha introdotto da molti anni il vaccino anti HPV e oggi la somministrazione è raccomandata, non solo alle ragazze, ma anche ai ragazzi in età prepubere allo scopo di limitare la circolazione del virus e prevenire così tutte le gravi e non gravi patologie HPV-associate. Il vaccino è in grado di evitare il 70% dei casi di cancro della cervice uterina e il 90% dei condilomi genitali che sono la manifestazione clinica benigna più classica, ma qualche volta difficile da identificare. Oggi essa rappresenta la causa principale di richiesta di controlli specialistici presso gli ambulatori delle infezioni sessualmente trasmesse».

(Gea Somazzi)