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Genitori troppo "social", si rischia la sanzione

Un nuova rubrica, curata dalla nostra collaboratrice, Leda Mocchetti, dedicata ad alcune sentenze emesse dalla Magistratura, a vicende legali di carattere nazionale ma di interesse anche locale, a storie come quella proposta oggi che coinvolge il nuovo modo di comunicare attraverso i social, troppo spesso considerati terreno senza regole e norme.
Ecco "Law and News", rubrica senza la pretesa di... dettare legge, ma con il desiderio di porre attenzione alla quotidianità nei suoi molteplici aspetti legali.


I genitori troppo "social" sono avvertiti: la pubblicazione delle foto dei figli sul web può costare non solo l’obbligo di rimozione, ma anche una sanzione pecuniaria.

L’ha deciso il Tribunale di Roma con un’ordinanza depositata lo scorso 23 dicembre, intervenendo sulla vicenda – più volte finita sul web e sui media - di un sedicenne che ha chiesto tutela contro una madre un po’ troppo incline a postare sui social network foto, commenti e aggiornamenti sulla sua vita, sulla sua storia familiare e sulle vicende giudiziarie dei genitori su internet. Con il risultato che «la massiccia presenza mediatica della vicenda del minore», ha finito per causarne il «turbamento», portandolo a chiedere di trasferirsi all’estero per completare gli studi.

E il Tribunale capitolino non solo ha intimato alla madre di procedere alla rimozione dai social network di «immagini, informazioni, dati relativi al figlio» e di astenersi da ogni futura pubblicazione, ma ha anche stabilito che l’eventuale trasgressione sarà "punita" con il pagamento di un importo in denaro.

Sicuramente un principio di diritto "forte" a tutela dei minori, probabilmente una pronuncia destinata a fare giurisprudenza. Ma di certo non è la prima volta che il tema delle immagini dei figli pubblicate sui social network finisce nelle aule giudiziarie, dove i giudici negli ultimi anni si sono mossi compatti contro la sovraesposizione mediatica dei minori. Tanto che sempre più spesso se ne parla anche nelle condizioni per separazioni e divorzi. 

(Leda Mocchetti)