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Il sindaco Romano "svela" il futuro di Expo

Quale sarà il futuro dell'area che ha ospitato, fino al 31 ottobre 2015, Expo? È questo l'argomento che è stato affrontato durante l'incontro che si è svolto nella serata di lunedì 23 gennaio nel circolo del Partito Democratico di via Buon Gesù. Ospite dell'appuntamento, presentato dal segretario cittadino Calogero Mancarella, il sindaco, nonché assessore al Post Expo, Pietro Romano. Il primo cittadino di Rho ha presentato ai cittadini i dettagli sul futuro del sito che ospiterà un polo di ricerca, un'università, un ospedale, la sede di diverse aziende e un parco.

"Questo tema è l'argomento più rilevante per la nostra città e lo sarà anche nei prossimi anni. I primi smantellamenti dell'area sono già iniziati, ma non riguarderanno alcune strutture come l'Open air theatre, Cascina Triulza, Palazzo Italia e i canali perimetrali oltre all'Albero della vita. Il Comune di Rho, però, ha deciso di non farsi carico della passerella che collega l'area a quella di Fiera Milano visti gli elevati costi di gestione e di manutenzione" ha sottolineato il sindaco Romano. Il primo cittadino rhodense ha poi confermato che tutti gli areali sono stati bonificati e hanno ricevuto il certificato di avvenuta bonifica rilasciato da Arpa. All'appello manca solo la bonifica di via De Gasperi. Qui infatti, nei pressi dell'incrocio con via Grandi, è ancora presente una cisterna che verrà rimossa. Il sindaco, durante la sua esposizione, ha parlato anche dell'ipotesi ormai sfumata che Rho potesse ospitare il nuovo stadio dell'Inter o del Milan: "Il precedente bando, che prevedeva la vendita dell'intera area, è andato deserto e Arexpo l'ha modificato. Il Governo, grazie all'ex premier Matteo Renzi e al ministro Maurizio Martina, si è reso conto che il post Expo avrebbe potuto essere un'occasione per realizzare un progetto legato all'innovazione e alla scienza. Dopo il suo ingresso, e il conseguente aumento di capitale, le quote di proprietà del Comune di Rho sono passate dall'1 allo 0,61%. Lo Stato, comunque, ha già stanziato un miliardo e mezzo di euro, per i prossimi dieci anni, per il progetto riguardante lo Human Technopole". L'area, estesa su una superficie di un milione e 48mila metri quadri è divisa tra i territori di Rho, 172mila metri quadri, e Milano, 872mila metri quadri. Il 56% dell'area situata nel territorio di Milano dovrà essere posta a verde. Il nuovo bando, invece, scadrà il prossimo 28 febbraio. La trasformazione dell'area durerà dieci anni e potrebbe iniziare già prima del 2020.

Il sindaco Romano è poi entrato nei dettagli del progetto, che prevede una superficie lorda pavimentata di 480mila metri quadri, dei quali 30mila dedicati all'housing sociale, e delle sue diverse sfaccettature. "L'area verrà trasformata in un parco della scienza, del sapere e dell'innovazione e le aziende che vi si insedieranno entreranno in relazione con lo Human Technopole e con l'università Degli Studi. Arexpo, già ora, ha ricevuto un numero maggiore di richieste, rispetto agli spazi disponibili, da parte di aziende o enti. Molte aziende per esempio, dopo la Brexit, vogliono lasciare Londra e il loro trasferimento potrà essere agevolato, a partire dall'Agenzia mondiale del farmaco che sarebbe pronta a trasferire la sua sede dall'Inghilterra alle porte di Rho. Il sito dovrà rimanere vivo ventiquattro ore su ventiquattro e la sua architettura dovrà mantenere la qualità di bellezza già vista in Expo. Quest'area, inoltre, dovrà essere connessa anche a tutte le aree verdi del nostro territorio, a partire dal Parco Delle Groane e al Parco Agricolo Sud Milano".

HUMAN TECHNOPOLE Il progetto, che si estenderà su una superficie di 35mila metri quadri, dovrebbe essere il primo a partire. "Questo progetto abbraccia la ricerca, l'innovazione e il mondo accademico. Qui verranno affrontate ricerche sul cancro e sulle malattie neurodegenerative grazie alla presenza dei migliori talenti nazionali e internazionali" ha sottolineato il sindaco Romano. Importanti i numeri di questo progetto, oltre al già citato finanziamento di un miliardo e mezzo di euro stanziato dal Governo. I ricercatori che lavoreranno alle porte di Rho potrebbero essere circa 1.500.

L'UNIVERSITA' Un altro capitolo importante del futuro dell'area ex Expo riguarda l'università Degli Studi di Milano che, per superare i problemi legati alla frammentazione e alle elevate spese, trasferirà alle porte di Rho tutte le aree scientifiche che ora gravitano sul quartiere milanese di Città Studi, tranne il corso di laurea in Veterinaria. L'università Degli Studi occuperà un'area di 190mila metri quadri e finanzierà autonomamente questo intervento per i due terzi dell'importo totale. Alle porte di Rho potrebbero quindi trovare una sede 20mila persone. Ben 18mila di essi sono solo gli studenti.

L'OSPEDALE Praticamente certa la volontà dell'ospedale "Galeazzi" di Milano di trasferire le proprie attività nell'ex area Expo. "La loro struttura potrebbe entrare in contatto sia con lo Human Technopole che con l'università. Escludo che possa entrare in conflitto con gli ospedali del nostro territorio viste le diverse prestazioni offerte" ha sottolineato il sindaco Romano. Al progetto ideato dalla direzione del "Galeazzi" potrebbe aggiungersi un altro ospedale milanese, l'isituto clinico "Sant'Ambrogio" di via Favarelli, come affermato dal primo cittadino rhodense.

IL PARCO Avrà una superficie di 500mila metri quadri. Come affermato dal sindaco Romano durante l'incontro di lunedì 23 gennaio, non sarà, però, un semplice insieme di aiuole. L'area verde, però, potrebbe essere frazionata in due o tre comparti ed essere dedicata ad attività particolari. Non esclusa la possibilità che una parte parco possa ospitare delle strutture sportive come già visto, per esempio, col Molinello di via Trecate.

IL RUOLO DI RHO Vicino al nuovo parco della scienza, del sapere e dell'innovazione ci sono due importanti aree che il Comune potrebbe rilanciare, quella di via De Gasperi e quella di Pantanedo. "Siamo di fronte a un progetto potente, che potrebbe esplodere anche al di fuori dei confini dell'area. La vera sfida, per il nostro Comune, sarà quella di far entrare in relazione tra loro queste aree. Dobbiamo pensare al di là delle semplici compravendite immobiliari ma, piuttosto, su quali agevolazioni concedere o su quali funzioni potremmo provare a spingere. Le regole sulle aree industriali decise dal Comune di Rho sono abbastanza flessibili, così come quelle sui servizi. Il Piano strategico ci suggerirà la direzione da seguire, ma ragioniamo anche sulle modifiche da apportare a queste zone e sulla riconversione dei capannoni. Il Comune di Rho non ha proprietà in queste aree, ma può impegnarsi in un progetto di marketing territoriale. Più che alla residenza preferirei guardare all'insediamento di attività produttive di qualità e ad avviare un percorso condiviso con gli imprenditori. Non escludo nemmeno l'ipotesi di apportare qualche piccola modifica al Piano di governo del territorio. I proprietari dei vari immobili presenti in queste aree, comunque, non ci hanno ancora proposto nessun progetto. Potremmo comunque renderci parte attiva di un progetto realizzando un master plan su queste aree" ha sottolineato il sindaco Romano.

(Stefano Dattesi)