Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità, se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Spaccio di cocaina nel Milanese: tra i 14 arrestati anche un rhodense

È stata chiamata "Quadrato" l'indagine dei carabinieri della compagnia di Corsico, che ha portato all'arresto per traffico di cocaina di quattordici persone fra Lombardia e Calabria: Quadrato come il nome della zona del comune dell'hinterland milanese in cui si concentrava lo spaccio dell'organizzazione gestita dai fratelli Barbaro.

Sono quattro gli esponenti della famiglia e con lo stesso cognome finiti nell'indagine e arrestati: Francesco Barbaro, di 32 anni (già in carcere a San Vittore per un'altra vicenda); Giuseppe Barbaro, incensurato di 24 anni; Salvatore Barbaro, incensurato di 30 anni; e Antonio Barbaro, di 33 anni. Quest'ultimo è ritenuto essere  oggi personaggio di spicco dell'organizzazione. I militari hanno catturato Antonio e Salvatore al confine con l'Austria, mentre Giuseppe è stato fermato nel suo appartamento a Buccinasco.

Il gruppo utilizzava cinque cittadini di nazionalità marocchina per vendere la droga: Abdellatif Ouadif (29 anni, Corsico), Azeddine Ouadif (31 anni, Buccinasco), Ouadif Hamid (54enne, Corsico), El Habib Mohrachi (32 anni) e Mohamed Muothadi (28 anni). Agli arresti anche Giovanni Tocco, 59 anni, originario di Rosarno e residente a Rho, Natale Trimboli (28enne domiciliato a Buccinasco) e Giuseppe Perre, 23enne 

L'indagine è durata sette mesi e durante questo periodo sono stati sequestrati in due occasioni 800 grammi di cocaina pura al 67 per cento. Gli investigatori sono partiti dallo spaccio in strada affidato a un gruppo di nordafricani. La droga era nascosta a casa di Francesco Truglia, 49 anni, già in carcere, che aveva messo a disposizione il suo appartamento in un palazzo popolare costantemente controllato da vedette dei Barbaro. I carabinieri sono riusciti con uno stratagemma a entrare in casa e a piazzare telecamere nascoste prima che il gruppo spostasse il suo covo in un'autofficina.