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#Oltreperimetri nel Rhodense, il bilancio del triennio

Un bilancio sugli esiti di azioni ed elementi innovativi di #Oltreiperimetri nel Rhodense, in una giornata conclusiva dei tre anni di attività e di passaggio a RICA, il progetto di rigenerazione urbana sostenuto da Città Metropolitana.

Tre anni del progetto #Oltreiperimetri - di cui Sercop è capofila con una vasta rete di Partner co-progettanti - quasi 10.000 cittadini coinvolti nei laboratori di socialità, oltre 3000 accessi agli #OP cafè, oltre 3000 fruitori di servizi offerti dagli sportelli di cui 1600 consulenze individuali nell’area lavoro, 64 partecipanti a formazione e tirocini con più di 1/3 di assunzioni, 1300 per i servizi di supporto alle famiglie, oltre 800 ragazzi delle scuole primarie e secondarie formati nell’area dell’educazione finanziaria, 200 persone ospitate nelle strutture abitative a disposizione del progetto, 130 consulenze nei percorsi di accompagnamento all’educazione finanziaria per le famiglie, 12 nuclei familiari coinvolti nella ristrutturazione del debito, oltre l’80% di incremento dei cittadini che hanno collaborato attivamente al progetto dalla sua nascita, oltre 300 cittadini collaboratori che hanno fatto vivere e crescere i 21 laboratori di comunità attivati alla data.

Una narrazione quali-quantitativa che apre un dibattito sulla sensibilizzazione culturale, il coordinamento tra settori e territori, il coinvolgimento attivo della cittadinanza quali elementi abilitanti di un nuovo approccio al welfare, nell’ottica di un nuovo disegno di governance comunitaria. Ad aprire la conferenza nell’Auditorium di Cascina Triulza che è servita per fare il punto della situazione, l’Assessore di Città Metropolitana di Milano Arianna Censi, l’Assessore alle Politiche sociali, Salute e Diritti di Milano Pierfrancesco Majorino, il Sindaco del Comune di Rho Pietro Romano, il Presidente di Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti. 

“Questo progetto è stato realizzato nell’ambito di Welfare in azione, un importante progetto di Fondazione Cariplo, ente filantropico tra i più importanti del mondo - ha detto Guzzetti -. Oltre 1000 progetti sostenuti ogni anno e 150 milioni di euro donati al no profit. Dalla coesione tra le persone parte la nostra piccola rivoluzione perché ciascuno dia il proprio contributo per fondare il futuro della nostra società su quei principi di solidarietà e di innovazione sociale che sono alla base dell’operato di Fondazione Cariplo. Giovani, benessere e comunità sono le tre le parole chiave che ispirano oggi l’attività della fondazione”.

Queste invece, le parole di Guido Ciceri, Direttore Sercop: “E’ stato un reale percorso di evoluzione verso un nuovo modello di welfare di comunità. Cosa abbiamo imparato? Abbiamo imparato che i cittadini, oltre che utenti, possono diventare collaboratori responsabili della comunità, e che per realizzare tutto questo è  stato importante dare vita ad una governance allargata e partecipata, una coprogettazione degli interventi con una rete di oltre 30 realtà che hanno generato un modello di welfare collaborativo: 9 Comuni, 8 Cooperative sociali, 1 Banca, una Fondazione anti usura, un Centro Studi Universitario, numerose Associazioni, 4 Istituiti scolastici, 3 consulte cittadine. Un esempio concreto di collaborazione tra Istituzioni, come via verso l’innovazione. Abbiamo imparato che l’offerta di luoghi fisici di comunità centrati su nuove forme di integrazione sociale e scambio intergenerazionale tra diverse fasce di età rappresenta un valore da trasmettere. Abbiamo favorito lo sviluppo di strumenti di alfabetizzazione finanziaria per sensibilizzare sull’importanza di scelte di consumo sostenibili e accompagnare verso la ristrutturazione del debito. In risposta all’emergenza abitativa abbiamo elaborato proposte innovative di matching con una rete di offerta territoriale di housing temporaneo. Abbiamo imparato che dalla valorizzazione delle risorse della comunità e con un modello di governance partecipato si può “andare oltre” per il benessere del territorio”.

“Nell’ambito del progetto #Oltreiperimetri - ha detto nel suo intervento Gino Mazzoli Psicosociologo, esperto di Welfare e Processi Partecipativi, Studio Praxis Reggio Emilia -, l’esperienza dei laboratori di comunità ha coinvolto oltre 3000 persone e ha portato risultati concreti, dando vita a 17 nuovi servizi di comunità costruiti con l’indispensabile contributo di 330 cittadini, in particolare di quei nuovi vulnerabili che non sono diventati oggetto di una presa in carico, ma valorizzati per le risorse di cui sono portatori. È questa la nuova frontiera del Welfare: ai servizi dedicati alle situazioni più gravi dovranno aggiungersi nuovi corpi intermedi costruiti dal lavoro congiunto del pubblico e del privato sociale, affollati e auto sostenibili, allestiti e gestiti tramite muove competenze. Oltre i perimetri l’ha fatto cominciando a costruire il futuro del Welfare".