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Cecchetti e Giudici in visita al reparto di Terapia Intensiva Neonatale a Rho

  • CRONACA / RHO
  • venerdì 16 novembre 2018
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Il vice Presidente del Gruppo Lega alla Camera dei Deputati Fabrizio Cecchetti e il consigliere regionale del Carroccio al Pirellone Simone Giudici, parteciperanno domani, 16 novembre alle 16 e 30, ad un evento promosso dalla TIN dell’Ospedale di Rho, in occasione della Giornata Mondiale del Prematuro.

“La Giornata Mondiale del Prematuro – affermano Cecchetti e Giudici – costituisce un bell’appuntamento per ricordarci dell’importanza di questi neonati, che rappresentano un decimo del totale. Ma soprattutto è un’occasione per sottolineare il buon lavoro svolto dal personale sanitario, come medici, ostetriche e infermieri, nel prendersi cura dei nostri bambini. Per questo motivo Regione Lombardia illuminerà nella serata di oggi il Pirellone con la scritta “Word Prematury Day”, claim della campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema.”

"Siamo contenti di essere stati invitati presso l’Ospedale di Rho – hanno detto ancora i due – per l’evento, che sarà soprattutto occasione di festa, organizzato dalle associazioni e dal personale della Terapia Intensiva Neonatale (TIN), un reparto d’eccellenza che vanta un tasso di mortalità infantile fra i più bassi, con ottime professionalità che svolgono con passione un lavoro importantissimo. I bambini che nascono prematuri infatti sono soggetti a rischi specifici, in particolare nei primissimi momenti dopo il parto. In questo senso i reparti di Terapia Intensiva Neonatale giocano un ruolo fondamentale nel garantire interventi celeri e puntuali, capaci in molti casi di salvare la vita del neonato. Siamo dell’idea che la TIN di Rho, che recentemente è stata anche destinataria di fondi regionali e statali che porteranno a lavori di ampliamento e miglioramento ulteriore, possa e debba essere utilizzata in modo ancora più efficiente. Per vecchie convenzioni risalenti al passato capita infatti che i bambini prematuri che nascono in centri vicini vengano portati in uno dei cinque ospedali di Milano abilitati, quando l’opzione migliore sarebbe il presidio di Rho".