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Nerviano, nuova scuola di via dei Boschi: le critiche di Parini

La nuova scuola di via dei Boschi di Nerviano, appena inaugurata, presenta già alcuni problemi. E a metterli in evidenza, nero su bianco, è il consigliere di opposizione Sergio Parini. L'esponente di minoranza affida le sue puntualizzazioni ad un lungo post facebook dal titolo "Pistola, propaganda e ciapparatt" pubblicato in questi giorni.

Tra le problematiche messe in evidenza ci sono l'assenza delle tende, della linea telefonica e del sistema di rilevazione fumi, colori troppo sgarcianti alle pareti, il ritardo nell'installazione della campanella, la luce che arriva dalle vetrate e impedisce di vedere correttamente le lavagne elettroniche, «e in un anno non si è trovato neppure il tempo per allacciare in rete l’impianto fotovoltaico».

«Una storia, insomma - conclude Parini -, in cui la realtà che si vuole occultare è la complice connivenza fra chi ha completato - senza tentare minimamente di limitare gli errori progettuali -  e chi ha avviato la realizzazione della "pistola" (come Parini ha "ribattezzato la scuola di via dei Boschi, ndr), una connivenza che è apparsa evidente sin dal 2014, allorchè si stravolse il percorso avviato da tempo per accelerare su un progetto e un metodo di appalto che ha portato a rendere critici eventuali correttivi “in corsa”».

Di seguito il post integrale.


Un paio di giorni di scuola sono stati sufficienti per dimostrare che “il re è nudo”…
E come nella celebre fiaba, è proprio dai piccoli studenti della “nuova” scuola di via dei Boschi che arrivano le prime conferme che la PISTOLA - nome col quale è appropriato identificare quell’edificio scolastico -  è una struttura tutt’altro che progettata in funzione dei desiderata di insegnanti e soprattutto del benessere degli utenti.

Infatti : pronti, partenza, via ed ecco che la mancanza di tende o di adeguati frangisole mette a dura prova gli occhi degli scolari, impedendo anche la corretta visione delle LIM; per non parlare poi della temperatura che, in giornate come queste (ma basterebbe pensare ad aprile e maggio) trasformano le aule in forni. Gli occhi poi, anziché trovare riposo grazie ad un sapiente uso dei colori, vengono temprati anche dalla brillantezza delle tinteggiature… e sì che non sarebbe servito il Genio della Lampada (per restare in campo fiabesco) per suggerire che in determinati ambienti è opportuno l’impiego di graduazioni tenui. Ma vabbè, passiamo oltre, ricordando di ringraziare le insegnanti che un mesetto fa si sono accorte che mancava la campanella (!!!) altrimenti i nostri ragazzi si sarebbero trovati privati del più classico dei suoni. Ma… sistema di rilevazione fumi ne abbiamo? Purtoppo no, ma è un dettaglio, giacchè il fumo è visibile e un’anima bella che schiaccia il pulsante dell’allarme in una scuola elementare in caso di incendio c’è sempre.

Eh si… perché la PISTOLA è una scuola moderna, come ci ha ricordato l’assessore alla pubblica istruzione nel suo discorso appassionato, destreggiandosi fra pannelli fotovoltaici, geotermico, arredi “comprati da noi” (e da chi sennò, di grazia?) e altre amenità, dimenticando però di fare un benchè minimo riferimento ai valori, alla funzione e all’importanza sociale che riveste la Scuola (con la S maiuscola) per una comunità… Ma d’altronde questo è quel che passa il convento e quindi: vai di propaganda! Già, perché è con la propaganda, con la diffusione di informazioni “ammaestrate”, incomplete o di comodo che si vuol far passare come un evento epocale l’inaugurazione di una scuola che avrebbe dovuto vedere la luce oltre due lustri or sono e che è rimasta tristemente chiusa – benchè terminata – per un lungo anno, al termine del quale ci si è trovati comunque a correre per arrivare in tempo per il suono della campanella… ehm… a tal proposito la propaganda negherà sempre che sindaco e assessori cantanti giuravano e spergiuravano che la scuola avrebbe aperto i battenti nel settembre 2017… poi a gennaio 2018… e poi ciao!

Ciò nonostante, un anno e spiccioli non è stato sufficiente per dotare la PISTOLA di una linea telefonica… certo, siamo nell’era dei cellulari: speriamo almeno che ce ne sia uno a disposizione da domani (oggi, 13 settembre, la scuola non era contattabile) altrimenti diventa un rebus anche fare gli ordini per la mensa.     E in un anno non si è trovato neppure il tempo per allacciare in rete l’impianto fotovoltaico (la domanda è stata inoltrata solo il 30 agosto…) tanto strombazzato durante l’inaugurazione: ma questo è un altro capitolo, visto che riguarda anche il mancato introito per l’energia elettrica che NON è stata ceduta al Gestore della rete nazionale. E anche il trasloco delle attrezzature è stato il paradigma dell’acqua alla gola: docenti e personale scolastico lo hanno dovuto effettuare in tempi strettissimi (una settimana) solo dopo l’inaugurazione.

Ma le chicche non finiscono qui: per le sistemazioni esterne sono stati spesi 500.000 euro e nei primi giorni la sistemazione viabilistica ha lasciato un po’ a desiderare… la speranza è che la situazione si ridimensioni e si stabilizzi, altrimenti è grigia; ma non è questo il punto, quanto  il fatto che con mezzo milione di euro non si sia riusciti né a seminare il prato né a dotarlo di una irrigazione automatica né a mettere a dimora qualche albero, dopo l’abbattimento di numerose essenze quarantennali, il che non depone a favore dell’efficienza e tantomeno della sensibilità ecologica. Ma tranquilli: esistono pur sempre i tubi in gomma!

Agli osservatori più attenti, poi, non sarà sfuggito che il piano interrato risulta incompleto e le finestrature posticciamente chiuse con dei pannelli di legno… quantomeno triste in una scuola nuova, come è triste che ancora non si sappia cosa farne di quegli spazi  e soprattutto quando e come finanziarne l’ultimazione.

Sia chiaro che questo “controcanto” non è un fulmine a ciel sereno o ex post, ma arriva dopo averne fatto dovuto cenno nel corso di tre o quattro visite in cantiere all’assessore ai lavori pubblici, al direttore lavori e ai funzionari presenti… un esempio sono le LIM: due anni or sono avevo fatto presente la necessità di studiarne accuratamente l’installazione e prevedere gli impianti ed il risultato è quel “taccone” di ripiego consistente in antiestetiche canaline a vista e pericolosi fili volanti che tutti hanno potuto ammirare il giorno dell’inaugurazione. Alla stessa maniera era stata evidenziata la pericolosità per i crani dei ragazzini dell’apertura a bandiera delle finestre: così è rimasta, con l’accortezza di posizionarvi sotto dei mobiletti in maniera da agevolare la “scalata” ed aumentare i rischi! Ma l’elenco è interminabile: dai pavimenti in ceramica anziché quelli previsti da contratto in linoleum, più igienici e più sicuri in caso di cadute; la mensa che, in caso di “sold out” di presenze sarebbe insufficiente e necessiterebbe il ricorso a due turni; la mancanza di un’aula magna; le costose pareti scorrevoli, giustificate dall’opportunità di effettuare incontri interclasse mai ritenuti percorribili dalle stesse insegnanti (sic!)…  Fra l’altro una scuola, la PISTOLA, che in fase progettuale non è mai stata al centro di un dibattito, di una discussione, di una raccolta di suggerimenti; una struttura che non è mai stata oggetto di illustrazione agli insegnanti, che ad un certo punto si sono trovati col “pacchetto” pronto senza la possibilità di ottenere la benchè minima modifica o aggiunta (le tende, ad esempio…).
Questo e altro ancora, che scopriremo solo vivendo.

Una storia, insomma, in cui la realtà che si vuole occultare è la complice connivenza fra chi ha completato - senza tentare minimamente di limitare gli errori progettuali -  e chi ha avviato la realizzazione della PISTOLA… una connivenza che è apparsa evidente sin dal 2014, allorchè si stravolse il percorso avviato da tempo per accelerare su un progetto e un metodo di appalto che ha portato a rendere critici eventuali correttivi “in corsa”. Una fase progettuale che ha visto numerosi dubbi e incompletezze che si sono concretizzate con l’aumento dei costi e creative varianti “a costo zero” (per niente non muove la coda neanche il cane…). Ma mai una critica nel merito, mai la denuncia degli sprechi (progettazioni, tempo e acquisizioni di terreni rivelatisi poi inutili…), mai una riflessione. L’unico faro è stato “finire in fretta” - se finire bene o male non contava - con la beffa finale, poi, di avere la scuola terminata ma inutilizzata per un anno intero! Se a questo si aggiunge la miopia e la sordità ai suggerimenti effettuati in fase esecutiva, allora si chiude il cerchio sull’inadeguatezza delle ultime due amministrazioni in tema di opere pubbliche. Cioè si arriva alla definizione di “ciapparatt”.

Ovviamente deve essere chiaro che tutto quanto sopra deriva esclusivamente dal fatto che le opposizioni, in quanto tali rosicano, beninteso…  Non sarà mica che riescano a vedere i limiti e i difetti che - a quanto pare - sono evidenti solo ai bambini!

Sergio Parini

(Chiara Lazzati)