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Omicidio Migliorati, parla la figlia

  • CRONACA / RHO
  • lunedì 17 settembre 2018
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Si avvicina il 24 ottobre, data fissata per il via al processo di Renato Modugno, l’uomo accusato dell’omicidio di Antonietta Migliorati, la pensionata di 73 uccisa nella sua abitazione di Rho nell’agosto del 2017. Questa mattina la figlia di Antonietta Migliorati, Stefania Ripoldi,  ha preso parte alla trasmissione di Rai 2 "I Fatti Vostri" con il legale della famiglia, Massimo Proietti, ripercorrendo i tragici momenti del ritrovamento del corpo della madre, il 17 agosto del 2017, e facendo il punto della situazione.  L’inviata della trasmissione si è prima recata in via Belvedere, dove abitava Antonietta Migliorati , e dopo aver mostrato l’appartamento ancora sotto sequestro ha raggiunto via Matteotti per raccogliere testimonianze.

Era stata proprio Stefania a trovare la madre: “Noi ci sentivamo tutti i giorni - ha detto Stefania -: avevamo un rapporto di questo tipo e anche se era stata a casa mia, la sera poi ci sentivamo per abitudine. Quando non mi ha risposto una, due, dieci volte, allora mi sono preoccupata e sono andata a casa sua pensando si fosse sentita male. Avevo le chiavi di casa e ho trovato una scena di guerra, anche se al momento non ho capito, o non ho voluto capire, cosa fosse cuccesso: pensavo fosse viva tanto che ho “aggredito” il ragazzo del 118”.

“Sostanzialmente il delitto ha fruttato poche centinaia di euro perché l’omicida si è appropriato di un orologio, una catenina e un orecchino - ha aggiunto il legale della donna  -: forse sperava in ben altro profitto”.

“Visto che è la prima volta che mi ritrovo a parlare di questa cosa – ha poi proseguito Stefania Ripoldi - voglio ringraziare anche da parte di mio fratello i carabinieri di Rho, che si sono dimostrate persone meravigliose e ci hanno aiutato tantissimo, così come la squadra speciale di Monza, e l’associazione Unave: senza di loro non avrei saputo dove sbattere la testa, perché siamo anche andati incontro a una violenza psicologica. Non ero mai entrata in una caserma dei Carabinieri e quando ti torvi di fronte a queste parole nuove e nuovi contesti, finisci in un mondo che non conosci. I carabinieri mi hanno subito consigliato di prendere un avvocato:  alcune trasmissioni e alcun stampa hanno detto in questi mesi cose non vere a proposito di mia madre, cose cattive che hanno offeso la sua morale, supponendo amanti e altre cose incredibili. Non sai come difenderti, non hai gli strumenti per difenderti  e oltre al dolore di tutta questa storia, mi sono trovata a vedere che mia madre era diventata un bersaglio mediatico senza potermi difendere”.

Il legale della donna ha poi parlato dell’arresto di Modugno avvenuto  il 5 marzo 2018 ricordando che ora si attende il giudizio e poi è stato intervistato anche il comandante dei Carabinieri di Rho, Simone Musella: “Dal primo intervento abbiamo subito acquisito una serie di elementi  importanti – ha detto Musella -. Nessun segno di effrazione, quindi si doveva trattare di qualcuno che poteva risiedere nello stabile. Il Modugno era l’unico presente nel condominio in un orario compatibile con l’omicidio e poi tutto ha trovato conferma con gli accertamenti biologici del Ris di Parma”.

Musella ha ricordato che non è stata trovata l’arma del delitto, parlando poi degli indizi in attesa di conferma a proposito del “secondo uomo” presente sulla scena del delitto:  “Sono state trovate altre tracce biologiche sulla scena del delitto – ha detto infatti Musella -e sono in corso ulteriori accertamenti per capire”.  

“I capi di imputazione con cui andrà a giudizio Modugno a Milano il 24 ottobre parlano chiaro – ha confermato poi l’avvocato -. Modugno risponde di omicidio volontario aggravato in concorso con persona rimasta sconosciuta”. Il legale ha poi affermato che L’Unavi, associazione che si batte per la tutela delle vittime di reati violenti, con la presidente Paola Radaelli sarà parte civile nel processo che inizierà ad ottobre”.