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Condannato a cinque anni Monsignor Carlo Alberto Capella

Cinque anni di reclusione: è questa la pena inflitta a monsignor Carlo Alberto Capella dal tribunale di Città del Vaticano che ha confermato oggi, dopo tre ore di udienza, la richiesta di condanna arrivata ieri dai promotori di giustizia Gian Piero Milano e Roberto Zanotti.

Il consigliere di nunziatura, reo confesso, era stato arrestato il 7 aprile scorso con le accuse di detenzione, cessione e trasmissione di materiale pedopornografico, e dovrà pagare una multa di 5 mila euro (l'accusa ne chiedeva 10 mila). "Gli errori che ho fatto sono evidenti ed evidente è anche il fatto che si riferiscono a un periodo di fragilità. Sono dispiaciuto che la mia debolezza abbia inciso sulla vita della Chiesa, della Santa Sede e della diocesi e sono addolorato per la mia famiglia - ha detto il sacerdote in una dichiarazione spontanea in udienza -. Spero che questa situazione possa essere considerata un incidente di percorso nella mia vita sacerdotale, che amo ancora di più".

Capella, noto a Rho per i suoi trascorsi in parrocchia,  è finito a processo per aver condiviso immagini pedopornografiche: alcune eranpo accompagnate da "apprezzamenti" in chat che secondo le accuse "prospettavano anche incontri reali". Capella ha ammesso di aver iniziato a condividere il materiale dopo il trasferimento negli Stati Uniti, nel 2016. Le immagine scaricate sul suo cellulare sono state archiviate in un cloud e consultate a più riprese, l'ultima volta nell'ottobre del 2017.