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Referendum autonomia, il sindaco Cozzi: "Occasione unica"

Il 22 ottobre saranno 7,7 milioni i lombardi chiamati alle urne per il referendum per una maggiore autonomia della Regione. Tra di loro, ovviamente, anche i nervianesi. E il sindaco leghista Massimo Cozzi guida il fronte del sì, ribadendo la sua posizione anche oggi, mercoledì 11, insieme agli altri primi cittadini dell'Alto Milanese pro autonomia.

«Dopo anni di continue battaglie si riesce finalmente ad arrivare a qualcosa di concreto e lo si fa con una battaglia partita dalla Lega ma che ora, per fortuna, è diventata trasversale - commenta il primo cittadino di Nerviano -. L'occasione che ci viene data il 22 ottobre è un treno che non passerà più. L'unica cosa che spiace è quando si parla di spreco di soldi per il referendum, perchè io ritengo che quando il popolo si esprima non sia mai uno spreco».

L'obiettivo del fronte del sì al referendum è strappare maggiori competenze possibili allo Stato centrale, in modo da trattenere più fondi in Lombardia. Si parla di un residuo fiscale di 54 miliardi di euro, cui Nerviano contribuisce con 92,9 milioni. «Per ogni nervianese, anche neonato, la differenza tra quanto versa in tasse allo Stato e quanto lo Stato restituisce in termini di trasferimenti e servizi è 5375 euro - il conteggio di Massimo Cozzi -, che non è assolutamente poco».

Per cercare di informare il più possibile i cittadini riguardo a questo appuntamento, Nerviano ha pubblicato notizie sul sito del Comune, sulla app comunale e sui pannelli luminosi. Cozzi ha poi ricordato come la sezione della Lega Nord cittadina sarà attiva con volantinaggi casa per casa. «Personalmente, per dare un segnale anche forte - aggiunge il sindaco di Nerviano -, nei prossimi giorni esporrò dal balconcino del mio ufficio la bandiera dalla Lombardia».

Gli elettori potranno votare dalle 7 alle 23 di domenica 22 ottobre. Per la prima volta in Italia si tratterà di voto elettronico: niente scheda elettorale, ma basterà scegliere "sì", "no" o "scheda bianca" dal touch screen di un tablet.

(Chiara Lazzati)