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Rho, schiamazzi al parco Europa, Scarlino: "Amministrazione sorda"

  • CRONACA / RHO
  • mercoledì 14 giugno 2017
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Urla e schiamazzi minano il riposo degli abitanti delle vie che si affacciano su parco Europa. Il consigliere Claudio Scarlino (Gente di Rho) avvisa l'amministrazione: «la pazienza è finita». I problemi, a quanto racconta Scarlino, sarebbero soprattutto per i residenti di via Labriola, che si sentono «presi in giro».

«Sono giorni che ricevo foto, note audio e video che ritraggono gruppi di ragazzi stravaccati sopra i giochi dei bambini, ubriachi e sotto l’effetto di qualche droga leggera, intenti ad urlare e cantare fino alle 6 di mattina - racconta il consigliere di opposizione -. Anzitutto mi chiedo dove siano le famiglie, considerato che alcuni di questi ragazzi sono poco più che bambini, e in seconda analisi mi chiedo dove sia il Comune, il quale ha il compito preciso di garantire la quiete pubblica».

«A novembre dell’anno scorso - continua il consigliere - avevo presentato una mozione nella quale richiedevo che nella sola area giochi del parco venisse applicata una recinzione per evitare che nelle ore notturne si introducessero vandali e disturbatori vari. Su invito della maggioranza, decidemmo di modificare la mozione e chiedemmo sostanzialmente di continuare l’opera di monitoraggio e contrasto del fenomeno e di studiare contestualmente nuove azioni al fine di garantire il raggiungimento dell’obiettivo, ma ad oggi nulla è cambiato». Clicca qui per le considerazioni di Scarlino.

«A novembre - aggiunge Scarlino - il sindaco disse che erano state installate le telecamere, collegate anche alla centrale dei carabinieri, ebbene, queste telecamere sono in funzione? Fu fatta un’ordinanza per vietare l’utilizzo dei giochi e l’accesso all’area dopo le 22, ai bambini di età superiori a 10/12 anni, con tanto di multa fino a 500 euro per i trasgressori. Perché tale ordinanza non viene applicata?! Tutto questo sarà oggetto di un’interrogazione comunale che presenterò nei prossimi giorni. La pazienza è veramente finita».

(Chiara Lazzati)