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L'ombra della 'ndrangheta su Expo e centro di Arese

  • martedì 25 ottobre 2016
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Una vasta operazione anticrimine, condotta dagli uomini della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Reggio Calabria, è in corso nelle provincie di Milano, Reggio Calabria, Catanzaro, Catania, Bergamo, Bologna, Brescia e Mantova, nei confronti di un gruppo di persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, riciclaggio, estorsione, induzione alla prostituzione, detenzione illecita di armi da fuoco, con l’aggravante del metodo mafioso, operanti in diversi comuni della Calabria, Lombardia ed Emilia Romagna. 

L’indagine è condotta sotto la direzione della D.D.A. di Reggio Calabria, che ha ottenuto un provvedimento di sequestro beni per oltre 15 milioni di euro, tutti riconducibili agli uomini dei clan Aquino-Coluccio e Piromalli-Bellocco. Molti dei componenti sono già stati destinatari del provvedimento restrittivo emesso dalla Procura di Milano  nell’ambito dell’operazione “Underground”. 

L’intensa attività investigativa ha permesso di disarticolare un sodalizio criminale calabrese, dedito al controllo di diverse attività economiche fittiziamente intestate a soggetti compiacenti, aggiudicandosi, anche con il ricorso di metodi mafiosi, appalti e sub-appalti per la realizzazione di opere importanti.

Tra queste, l’organizzazione criminale, attraverso “anonime società del nord Italia” si è occupata della realizzazione dei padiglioni della Cina e dell’Ecuador, delle opere di urbanizzazione e delle infrastrutture di base nella fiera Expò 2015, del subappalto per la società Ferrovie del Nord, dell’ipermercato di Arese e del consorzio di Bereguardo (PV).

L’operazione denominata “Rent”, ha interessato sia l’ambito nazionale che quello internazionale 

Oltre al provvedimento di perquisizione, sono stati eseguiti i sequestri patrimoniali di beni immobili (appartamenti e locali), mobili, mobili registrati (autoveicoli di lusso, motoveicoli e autocarri), società, polizze assicurative e conti correnti bancari e postali, per un valore prudenzialmente stimato in appunto oltre 15 milioni di euro.