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Black Mirror: tanti "e se..." che meritano di essere visti

Se vi fosse possibile prendere le persone che non vi vanno a genio, inserirle in un videogioco in cui siete onnipotenti e far loro tutto ciò che volete? 

Se vi fosse possibile vedere in prima persona ciò che vede vostro figlio direttamente da un semplice device come un iPad, censurare  e controllare tutto ciò su cui si possano i suoi occhi? 

Se si potessero risolvere indagini osservando i ricordi dei testimoni che hanno assistito alla scena del crimine e si fosse obbligati per legge mettere a disposizione i propri ricordi? 

Se tramite un dispositivo, che ti assegna appuntamenti con sconosciuti, tu fossi costretto a passare giorni, o addirittura anni, con la persona designata, sperando ogni volta che sia la persona giusta, senza però avere l’effettivo controllo sulla situazione? 

Se vivessimo in un futuro in cui non ci resta che combattere con macchine che non ci permettano neanche di possedere un semplice peluche? 

Se esistesse un museo in cui siano visibili alcuni tra i peggiori oggetti esperimentali tecnologici che hanno rovinato le nostre vite?

Black Mirror è una serie da “E se...” 

Questa quarta stagione è composta da sei episodi (USS Callister, ArkAngel, Crocodile, Hang the DJ, Metalhead, Black Museum). L’impressione rimane quella di vedere una puntata più bella dell’altra. Questo è il fascino della serie, sorprendere lo spettatore.

Tecnicamente nulla da dire. Le puntate sono realizzate in maniera ottima. L’unica che non ho apprezzato molto è la seconda puntata ArkAngel, regia di Jodie Foster.  In altre occasioni mi ha sorpreso con ottime prestazioni dietro la camera, vedi il buon lavoro in House Of Cards, ma a questo giro l’ho trovata più “tranquilla”, senza troppi virtuosismi.

Però non tutto ciò che luccica è oro. Si, la serie mantiene il suo sapore legato al lato oscuro della tecnologia, ma a livello di sceneggiatura fa storcere il naso qui e là, ma  si può anche passarci sopra. Ora, la mia paura è che si cominci a sentire una sensazione di ripetizione. Spero di sbagliarmi, ma bisogna prendere il timone e andare verso una nuova rotta. C’è bisogno di freschezza per non finire come le serie che, nel tempo, vanno scemando e non si riprendono più.

La miglior puntata della stagione? Tutte hanno qualcosa di originale e quindi tutte sopra la sufficienza. Se dovessi fare una classifica, all’ultimo posto andrebbe ArkAngel (che rimane comunque una bella puntata, ma un po’ sotto tono). La mia preferita è stata Hang the DJ, la puntata dal sapore più vero in tutta questa fantascienza. Crocodile mi ha ricordato un po’ Fargo e non ho potuto non apprezzarlo, forse un finale un po’ banalotto. Metalhead è una chicca con belle musiche. Black Museum è un omaggio alla stessa serie, auto fan service in quantità, episodio affascinante ma telecomandato. 

Se ne consiglio la visione? Assolutamente si. Black Mirror è una serie che ha saputo sorprendere e, soprattutto, ci ha fatto riflettere. Se non avete visto le precedenti stagioni andate a recuperarle.

Meritano! 

(J.J. Bustamante)